I-Doser: la droga cybernetica

di Chiara Commenta

Sarà vero che le sostanze naturali e la droga sintetica hanno fatto il loro tempo? Pare che esista una droga virtuale, reperibile sul web ed è subito allarme. Ha il fascino dei racconti di fantascienza, già dal nome: I-Doser. Non si fuma, non si ingerisce, né si inala ma è sufficiente semplicemente ascoltarla. Si tratta infatti, di un file mp3: lo si scarica e una volta indossate le cuffie, l’effetto sembra assicurato.

Molti di questi siti che commercializzano tali file, sostengono che, drogandosi virtualmente con l’ascolto di tali suoni per ore e ore, è possibile ottenere una sorta di sballo psichedelico (con varie possibilità di scelta tra cui l’ effetto cocaina, marijuana, allucinogeno ecc…).

Il fenomeno è nato negli Usa e arrivato in Europa, debuttando prima in Spagna e poi diffondendosi a macchia d’olio in Europa, inevitabilmente anche in Italia. I primi a rendersi conto di tale situazione sono stati gli uomini del Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza, passando al setaccio le community online, i blog e i forum, oramai diventati naturali luoghi di “spaccio” della cyber-droga, che ha destato anche la curiosità degli esperti del Cnr, secondo il quale, gli eventuali danni e le potenziali insidie devono ancora essere esaminate.

Per gli esperti del Cnr, tali trip sono provocati da onde sonore che utilizzano l’effetto binaurale dei suoni e stimolando il cervello su frequenze bassissime, tra i 3 e i 30 Hertz, provocano reazioni tra le più diverse. In pratica, l’attività cerebrale riceve degli stimoli anomali.

I-Doser ha una commercializzazione simile a quella del mercato tradizionale alle altre sostanze allucinogene: i file inizialmente sono offerti gratuitamente, successivamente la dose si paga e vi è anche la possibilità di utilizzare una guida che ti permette di far funzionare una dose al 100%.

Ora per quanto riguarda i binaural beats e su ciò che provocano al sistema nervoso quando si ascoltano queste basse frequenze, vi sono non poche fonti e una vasta letteratura scientifica internazionale attesta che queste onde possano influenzare gli esseri umani.

La nostra è solo informazione, perciò il nostro più caldo consiglio è la prudenza, non è il caso di esagerare in allarmismi ma neanche di prendere la cosa sotto gamba. Basta riflettere semplicemente sul fatto che vi è un mercato attorno a questi file e di solito non si forma un mercato se chi fruisce di un prodotto non ha un vantaggio.

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