Se l’alunno va male a scuola, la colpa è dell’insegnate

di Giuseppe Cacciatore Commenta

Se l’alunno non è bravo a scuola è colpa dell’insegnate: a questa conclusione è giunta l’autorità scolastica di un istituto americano di Rhode Island, che ha licenziato tutti gli insegnati.

Alla fine dell’anno scolastico, previsto per inizio giugno, tutti i 74 insegnati della Central Falls Senior High School dovranno riordinare la loro cattedra e lasciare la scuola: il comitato scolastico dell’istituto nella cittadina di Central Falls ha infatti deciso rimedi estremi dopo che meno della metà degli studenti dell’unica scuola superiore del luogo erano riusciti a ottenere il titolo di studio in quattro anni. Una lettera blu di licenziamento verrà spedita anche al preside e ad altri 19 dipendenti della scuola.

La mozione, votata a maggioranza dai membri del comitato della scuola, è arrivata dopo settimane di acceso dibattito: la sovrintendente scolastica, Frances Gallo, aveva presentato un piano agli insegnanti per migliorare la prestazione che, in sostanza, chiedeva ai professori di trascorrere più tempo con i loro allievi dopo la scuola, oltre a frequentare corsi di aggiornamento. Gli insegnanti, tuttavia, pretendevano più retribuzione per le ore in più. Ne è nata un disputa. E il risultato è stato il licenziamento. «È stata la decisione più difficile di tutta la mia vita, ma dopo tutto devo adempiere alle direttive federali» ha spiegato Gallo.

La scuola pubblica, che tra i suoi ex alunni vanta anche la nota attrice di colore Viola Davis, candidata all’Oscar nel 2009 per la sua interpretazione in «Il dubbio» (Doubt), si trova ora al centro di feroci polemiche.
La decisione presa dal comitato scolastico trova però il plauso del segretario all’istruzione di Barack Obama, Arne Duncan:

«Hanno mostrato coraggio e fatto la cosa giusta per i ragazzi». L’istruzione rimane infatti una priorità nell’agenda dell’amministrazione Obama che nei mesi scorsi ha deciso un investimento sulla scuola che non ha precedenti nella storia americana: oltre quattro miliardi di dollari. Tuttavia, il presidente Usa ha espressamente indicato fra gli obiettivi la valutazione degli insegnanti e l’aggancio delle loro retribuzioni alle performance degli alunni.

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