Guai con la legge per Justin Bieber

di Valentina Cervelli Commenta

Povero Biebs. Guai in vista per il cantante canadese. Justin Bieber è stato infatti accusato da un coetaneo di averlo aggredito e preso a pugni in faccia, lo scorso venerdì in Canada, sua terra di origine, all’interno di un centro di laser tag. A quanto pare per Justin Bieber i tempi delle risate con Jasmine Villegas e Jaden Smith alle Hawaii e il bagno di folla giapponese fanno già parte del passato.

E pensare che in Giappone , solo qualche giorno fa,  Bieber è stato letteralmente travolto dall’amore dei suoi fan a tal punto da essersi prestato ad un giro di rap da visibilio. Ora la realtà sembra avere un sapore del tutto diverso.

Cerchiamo di capire come sia andata: la notizia dell’aggressione è stata data per prima dalla CBS che ha spiegato come Biebs sia stato cacciato via dal centro ludico di Richmond (British Columbia)  dopo che un ragazzo di 12 anni si è rivolto allo staff del centro per lamentarsi delle percosse.

Sebbene né Justin né il suo portavoce abbiano confermato la notizia, la partenza delle indagini, attualmente in corso, è stata confermato dalla polizia del luogo, domenica 17 ottobre.

Annie Lentau, portavoce della Polizia Canadese, ha spiegato:

In investigazioni come questa, noi vorremmo parlare con qualsiasi persona possa  avere informazioni in grado di aiutare le forze dell’ordine nell’indagine ed ovviamente questo include qualsiasi testimone, persone che lavorano nel complesso e simili.

E ha aggiunto:

Il padre del dodicenne ha denunciato alla polizia che suo figlio è stato aggredito da un altro ragazzo al centro ricreativo di Richmond. Il ragazzo ha riportato delle ferite superficiali che non hanno necessitato di cure mediche al momento dell’incidente.

Il funzionario di polizia non ha reso noti altri dettagli, conscio delle speculazioni che potrebbero essere diffuse:

Ad ogni modo vogliamo far presente al pubblico che noi non rilasciamo il nome di nessun sospetto finchè l’accusa non viene confermata. Nel caso l’accusato sia un minore la sua identità non viene comunque  resa nota secondo le disposizioni del “Youth Criminal Justice Act”.

Fonti vicine agli ambienti investigativi avrebbero rivelato al magazine online TMZ che Bieber avrebbe reagito, dopo essere stato più volte apostrofato con epiteti volgari e omofobici. Altre ancora sostengono che non vi sarebbe stata nessuna reazione da parte di Biebs.

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